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La certificazione di conformità impianto viene redatta obbligatoriamente da tecnico abilitato, a seguito delle verifiche specifiche e prove che la situazione richiede. Il certificatore deve essere in possesso dei requisiti tecnico-professionali e di posizione lavorativa attiva oltre che regolarmente iscritta agli albi di settore ed in Camera di Commercio.


Con questo servizio verifichiamo, adeguiamo e certifichiamo gli impianti del tuo appartamento rilasciando tutta la documentazione richiesta dalla normativa vigente, anche in giornata. La certificazione consente anche di richiedere l’attivazione o la riapertura del contatore del gas.
• Rinnovo o richiesta permesso di soggiorno
• Idoneità alloggiativa per cittadini extracomunitari
• Attivazione o riapertura del contatore del gas -normativa UNI 7129
• Affitti, compravendite e sanatorie
• Certificazione impianto gas, acqua e riscaldamento
• Prova di tenuta impianto gas
• Dichiarazione di Conformità DM 37/08
• Documentazione pronta per Comune, CAF e fornitori gas
Su richiesta è disponibile il servizio Express con rilascio documenti in 24 ore, compatibilmente con lo stato dell’impianto certificabile.
Adoriamo la trasparenza e non vogliamo fare nessuna "sorpresa", per questo motivo i prezzi che vedete sono reali e verificabili sul posto, soddisfatti o rimborsati!
Certificazione singolo impianto: da 150 €
Pacchetto appartamento completo: da 450 €
Servizio Express: supplemento da 150 €
Operiamo su Milano, Monza Brianza e province limitrofe
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La certificazione di un impianto, anche a seguito di messa a norma, può dividersi in due principali categorie, ovvero la cosiddetta Di.Co. che dichiara la conformità degli impianti in maniera generale e nei casi in cui vi sia o no una precedente dichiarazione di conformità.
Questo però cambia per quanto riguarda la Di.Ri., ovvero dichiarazione di rispondenza. Infatti la Di.Ri. tratta esclusivamente gli impianti installati dal 1990 al 2008, privi di precedenti o parziali certificazioni esistenti.
Inoltre la Di.Ri. includerà la "rispondenza" di tutti gli apparecchi installati comprensivi di marchio e caratteristiche tecniche.

Il problema dell'acqua calcarea a Milano è veramente ricorrente, sia per le caratteristiche dell'acqua che delle tubature, più o meno storiche.
In quartieri come Lambrate, Loreto, Città Studi, Forlanini, Piola o zone tra viale Padova/viale Monza probabilmente ti sei già scontrato con un problema piuttosto comune: l’accumulo di calcare nelle tubature. L’acqua della città, in questa zona Est infatti, è notoriamente dura e ricca di minerali che, nel tempo, creano depositi all’interno delle tubazioni sanitarie, riducendo il flusso dell’acqua calda e peggiorando l’efficienza degli impianti.
I primi segnali che si possono riscontrare sono detriti sugli areatori o rompigetto, più comunemnente conosciuti come filtrini sulla bocca, sull'uscita del rubinetto.
Nelle zone più centrali e più a Sud di Milano oltre ad acque dure, ed evidentemente filtrate, trattate con sistemi che non ne abbattono l'eccessiva durezza, troviamo impianti datati e condomini con tubazioni mai addolcite o manutenute.
Il residuo che si può trovare nei filtrini è composto da piccoli "sassolini" bianchi o giallastri, della misura di un seme di sesamo, fino a detriti più grossolani e di colore rossastro/marrone.
Facciamo alcuni esempi per capire come è facile che la doccia calda abbia meno pressione o come un abitante di queste zone (come Porta Venezia, Porta Romana, fino a Corvetto) veda a fatica il fondo della pentola quando riempie l'acqua per la pasta per via della colorazione opaca, satinata, biancastra che si palesa in appena 4 o 5 litri d'acqua.
L’accumulo di calcare nelle tubazioni può portare a diversi inconvenienti:
Flusso d’acqua ridotto:noti che la pressione dell’acqua calda si è abbassata rispetto al passato?
Il calcare potrebbe aver ostruito i tubi.
Riscaldamento dell’acqua più lento:il calcare riduce l’efficienza della caldaia, aumentando i consumi energetici.
Rumori nei tubi:strani fischi o gorgoglii possono indicare che i depositi di calcare stanno alterando il passaggio dell’acqua.
Danni agli elettrodomestici:lavatrici, lavastoviglie e boiler possono soffrire di incrostazioni, riducendone la durata.
Se abiti in Lambrate, Città Studi, Forlanini o nelle aree limitrofe, è probabile che tu abbia già riscontrato questi problemi, dato che la durezza dell’acqua in queste zone è particolarmente elevata.
Noi siamo un’impresa certificata e assicurata, specializzata nella pulizia delle tubazioni sanitarie dal calcare. Grazie alle nostre tecniche avanzate, rimuoviamo le incrostazioni senza bisogno di sostituire le tubature, garantendo un miglioramento immediato del flusso d’acqua e una maggiore durata dell’impianto.
Intervento garantito fino a 10 anni
Zero rischi per le tubazioni
Pagamento solo a problema risolto: misuriamo il miglioramento della portata dinamica e dell’afflusso di acqua calda prima di concludere l’intervento.
Soddisfatti o rimborsati
A differenza di soluzioni temporanee come i prodotti anticalcare chimici, il nostro intervento è sicuro, efficace e duraturo. Operiamo direttamente sulle tubazioni per eliminare il problema alla radice, senza danneggiare i materiali.
Se vivi in Lambrate, Città Studi, Forlanini o in altre zone di Milano Est, contattaci oggi stesso per una diagnosi gratuita! Un flusso d’acqua efficiente non è un lusso, ma una necessità per la tua casa.

La prima cosa in assoluto da sapere è che la durata e l'efficienza di un impianto, successivamente alla sua installazione, è determinata principalmente dalla corretta gestione e/o manutenzione.

Gestire gli impianti idraulici di un condominio richiede competenza, professionalità e attenzione costante. Il team di IdraulicoIn.it è specializzato nell’offrire servizi su misura per condomini con problemi di poca conduzione termica, riduzione della portata di acqua calda sanitaria a causa di ruggine e soprattutto calcare, soluzioni per miglioramento energetico, garantendo interventi rapidi, sicuri ed efficienti.
Come tutte le imprese certificate e con esperienza offriamo un’ampia gamma di servizi dedicati agli impianti idraulici condominiali, ad esempio:
Manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti idraulici comuni.
Pronto intervento per perdite, guasti o emergenze, con disponibilità 24/7.
Installazione e sostituzione di caldaie e scaldabagni centralizzati.
..Tuttavia la nostra specializzazione ci vede primi in Italia nel settore
ecco le nostre specialità:

La pulizia e sanificazione degli impianti idrici e delle tubature, per garantire qualità e sicurezza dell’acqua, evitare o eliminare Legionella e tutto quello che deriva dalle impurità presenti all'interno delle tubazioni, specie quelle di condomini di oltre 30 anni.
Previsione e calcolo del miglioramento efficienza (delta) termica e sanitaria in tubazioni datate esistenti, guarda anche >> impianti anni '90;
consulenza energetica, per ottimizzare i consumi e ridurre le spese condominiali.
Scegliere un team di professionisti qualificati significa garantire al tuo condominio:
Efficienza: i nostri interventi di risanamento e lavaggio sono studiati per risolvere i problemi di inefficienza in modo rapido e duraturo.
Sicurezza: utilizziamo apparecchi e materiali certificati e tecnologie all’avanguardia per assicurare il massimo standard qualitativo.
Risparmio energetico: ottimizziamo gli impianti per ridurre consumi e costi di gestione.
Comprendiamo l’importanza di interventi tempestivi, soprattutto nelle emergenze. Per questo garantiamo tempi di risposta rapidi, con una squadra sempre pronta per le emergenze.
Offriamo manutenzioni e pulizie periodiche programmate, per prevenire guasti e mantenere gli impianti in perfetta efficienza.
Abbiamo già collaborato con numerosi condomini, ottenendo feedback positivi per la qualità e l’affidabilità dei nostri servizi. Ecco cosa dicono i nostri clienti:
10/11/2022
“Grazie a IdraulicoIn.it, abbiamo risolto un problema alle tubature in tempi record. Ottimo lavoro!” – Amministratore Condominio Milano Est, Lambrate2.
22/01/2023
“La loro consulenza ci ha permesso di ridurre notevolmente i consumi della caldaia condominiale. Consigliatissimi!” – Condominio Verano Brianza (MB).
15/12/2024
"Non si arrendono fino a che trovano il problema, dopo quasi 10 idraulici che si vendevano come professionisti, finalmente persone competenti ed alla mano!" - Amministrazione condominio Monza (MB) via Bergamo
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Un termoidraulico è già pronto ad aiutarti!

Affidati a noi per una gestione professionale degli impianti idraulici del tuo condominio. Con IdraulicoIn.it, efficienza e sicurezza sono garantite!
Termoidraulici abilitati alla mansione secondo DM 37/2008 e installatori di ogni tipologia di impianto o apparecchio. Visure Camerali disponibili.

Vediamo subito quali possono essere le cause principali e tutti i rischi importanti da citare.
Possibili cause
Le 3 possibili cause per cui lo scaldabagno (o boiler) elettrico potrebbe emettere un fischio:
Utilizzo sporadico;
Caratteristiche acqua;
Anomalie di fabbricazione.
La prima causa, o comunque la più frequente fra i nostri clienti, è attribuibile allo sporadico o mancato utilizzo del boiler.
Nei lunghi periodi di inutilizzo infatti le incrostazioni calcaree possono compromettere alcuni funzionamenti pneumatici, come la "molla" della valvola di sicurezza, il tratto di uscita o entrata del boiler, con una patina ostruente e per nulla benefica che, col tempo, assume diverse forme per le quali talvolta crea un effetto sonoro al passaggio di acqua.
Con il termine "caratteristiche" dell'acqua intendiamo la composizione chimica ed anche la pressione dinamica con cui si muove perché la forte velocità di percorrenza o l'eccessiva durezza possono accelerare il fenomeno di cui al punto precedente.
Nei pochissimi casi in cui si tratti dell'apparecchio possiamo riscontrare quest'anomalia già nei primi utilizzi, a patto che lo scaldabagno sia stato ben riempito, assicurandosi della fuoriuscita dell'aria precedentemente al suo interno. In particolare nella parte superiore.
Talvolta un'installazione poco attenta potrebbe creare bolle d'aria all'interno che poi faticano ad uscire e creano dei sibili o piccoli rumori tipo-fischio anche in fase di riscaldamento, con acqua ferma.
Se tutto è stato fatto correttamente e tutti i componenti sono stati verificati in fase di installazione certificata allora si può cominciare a pensare ad un possibile difetto di fabbrica, anche se torniamo a consigliare di sentire sempre pareri di tecnici abilitati prima di decretare qualsiasi sentenza.
Oltre al parere di un tecnico qualificato possiamo effettuare alcuni test, come quello della durezza dell'acqua, per capire se necessario installare un dosatore di sali polifosfati, lo si interpone sotto l'apparecchio già in fase di installazione secondo le ultime normative, come Dpr n.59 del 2009.
Si può provare a sostituire flessibili di allaccio e/o valvola di sicurezza che potrebbero essere sporchi o poco prestanti dopo decine di anni di utilizzo.
Altra cosa che si può controllare è se possibile eliminare dei residui grossolani alle estremità dei rubinetti, oltre che all'ingresso dell'apparecchio, cercando di far passare dell'acqua calda il più liberamente possibile, questo potrebbe favorire o addirittura migliorare la portata dinamica dell'acqua calda che spesso si presenta molto inferiore (come quantitativo) rispetto alla fredda.
La rimozione di calcare e/o residui rugginosi potrebbe eliminare tratti difficoltosi o con accumulo di aria all'interno del boiler, facendo cessare il sibilo o rumore nello scaldabagno.
ATTENZIONE: la presenza di calcare potrebbe essersi diffusa in parte o gran parte dell'impianto, che potrebbe essere anch'esso sporco.
Per approfondire l'agomento >> clicca qui <<
La risposta è sì: lo scaldabagno elettrico tecnicamente può scoppiare. Infatti una dilatazione eccessiva dell'acqua presente all'interno potrebbe rompere dei punti deboli di giuntura o direttamente lil serbatoio.
Fortunatamente le possibilità sono bassissime, perché il boiler ha una resistenza che può andare in corto circuito o anche fondersi ma farebbe scattare il contatore ancora prima di raggiungere eventuali temperature estreme.
E' molto difficile che si raggiungano temperature tali o pressioni tali da farlo esplodere, ma la fisica è la fisica..
In passato abbiamo visto apparecchi installati su impianti elettrici domestici non a norma, o semplicemente compromessi mettere in pericolo l'incolumità della persona, soprattutto se installati in bagno, peggio ancora in corrispondenza di un sanitario o un'utenza sanitaria.
Altro fattore importante è la "sovrapressione" che può esserci in un condominio, ad esempio oltre gli 8 bar, dove un'ulteriore aggiunta di temperatura può forzare eccessivamente sul volume dello stesso apparecchio. In questi casi è fondamentale installare:
- una buona valvola di sicurezza;
- il kit di sicurezza;
- un piccolo vaso d'espansione, che ammortizza appunto questo fenomeno di eccessiva temperatura o pressione.
NB: ricordiamo che Volume, Temperatura e Pressione dono variabili direttamente proporzionali tra loro per cui all'aumentare di una, aumentano le altre.
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Siamo qui per te!
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I nostri tecnici saranno lieti di aiuterti in tempo reale.

Stiamo parlando dell'acqua sanitaria, ossia dell'acqua con cui ci si lava, si fa la doccia, etc.
Facciamo subito un esempio pratico, in base a quello che sentiamo più spesso, ovvero:
Primo dato IMPORTANTISSIMO: cosa vuol dire "ad un certo punto"?
Già, perché le cose cambiano se ad esempio questa anomalia si manifesta nel giro di mesi, pochi giorni o all'improvviso.
Possiamo dividere quindi in 3 grandi gruppi di casistiche che causano una diminuzione di portata, di pressione, la cosiddetta portata dinamica.

Il primo caso è il più frequente e si tratta di sporcizia, di ruggine, di calcare che si interpone tra acqua e tubo diminuendo le rese in generale, talvolta concentrandosi nei punti più stretti o nei passaggi più ridotti, come quelli in caldaia.
Potrebbe occorrere una pulizia.
In questo caso il fenomeno si palesa nel giro di pochi giorni, anche se ci son voluti mesi per rendersi DAVVERO evidente.
Sicuramente non succede da un giorno all'altro; la tubazione o la caldaia diminuiscono il passaggio in maniera graduale e poco percettibile fino a quando la situazione si riduce alla mancata partenza di dispositivi, che inizialmente vanno ad intermittenza per poi smettere di partire nel giro di pochi giorni.
La caldaia sta funzionando male o al limite delle prestazioni, a causa di cattiva evacuazione dei fumi di scarico ad esempio, per un utilizzo scorretto come (ad esempio) una caldaia a condensazione da 24kW che PRODUCE acqua per tre bagni e riscalda ambienti oltre i 150 mq, sempre ricordando che si tratta di esempi, se l'ubicazione dell'apparecchio è difficoltosa o non conforme o se l'apparecchio è stato installato da personale NON qualificato (che potrebbe anche non avere studiato le normative).
In questo caso la caldaia potrebbe raggiungere un livello di errore ben presto e all'improvviso.
Anche questo caso risulta molto frequente, sebbene di durata molto variabile in funzione dei componenti della caldaia:
si tratta della rottura di componenti della caldaia, sempre riconducibile ad un episodio che ha evidentemente causato lo squilibrio del sistema termico, talvolta anche in maniera impercettibile nell'utilizzo domestico e che tuttavia può diventare importante nel giro di mesi.
In questo caso, sempre a seconda del pezzo che si è logorato o rotto, il tecnico della caldaia o manutentore può intervenire per riparare e sostituire componenti, elenchiamo i più frequenti legati alla diminuzione della portata di acqua calda:
- scambiatore (termico o sanitario);
- sonda temperatura (quando l'acqua è calda ad intermittenza);
- valvola a tre vie;
- pressostato ingresso acqua fredda caldaia.
Questi sono componenti più gettonati ma ce ne sono altri altrettanto interessanti ed interessati dalle situazioni di blocco non legate alla portata di acqua calda.
Attenzione a non confondere la situazione in cui alcuni rubinetti la fanno partire mentre altri no!!!
In poche parole: quando la caldaia produce acqua calda solo per alcuni rubinetti, e per altri no, è difficile che lo faccia per una questione di "preferenze personali", qui è il caso di pensare a dei problemi di sporco al di fuori dell'apparecchio, dunque nell'impianto. Approfondisci qui.
Quando la caldaia è in grado di produrre solo poca acqua calda potrebbe essere sporca, vecchia o rimasta ferma per molto tempo, quindi un pò diciamo così "bloccata" nei suoi movimenti di guarnizioni o passaggi stretti intaccati ad esempio da calcare.
I nostri tecnici di caldaie possono aiutarti subito!
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Era meglio quando si stava peggio?

Pro e contro dell'impianto fatto ed installato negli anni passati.
L'invenzione degli impianti o comunque della conduzione di acqua prende forma e si urbanizza esponenzialmente in tutta Italia in questi anni grazie alla grande volontà del popolo italiano di ricostruire, di ricominciare, specie dopo anni pesanti appena trascorsi, in tutti i sensi.
Tanto è vero che dal 1990 in poi sono arrivati sulla piazza i nuovi materiali, attualmente in opera, sebbene fino a questi anni il lavoro dell'idraulico sia stato ben diverso.

Le tubazioni ed i raccordi cominciano ad essere prodotti in:
- PVC, specie per gli scarichi che prima del '90 erano in piombo;
- PE (polietilene), per la conduzione di acqua potabile;
- TF (termofusion), un materiale in polimeri plastici saldabile e giuntabile con una piastra a circa 260°C, la maggiorparte di queste tubazioni è di colore verde;
- Multistrato (o Pexal) per la conduzione e la posa di impianti sanitari e termici.
Rimangono impianti in ferro per il gas, seguito dal rame.
Viene quasi del tutto abbandonato il ferro, il rame (tranne per le serpentine) e l'ottone, soprattutto nelle giunzioni, sostituite da leghe nuove e sistemi di tenuta molto più leggeri ed economici.
Uno dei "pro" a favore dei vecchi impianti era la resistenza e la durata, parlando invece di svantaggi dobbiamo elencare purtroppo una maggioranza di fattori:
- installazione molto faticosa, si pensi solo alle filiere filettatrici enormi ed al peso del ferro, piombo o rame utilizzati per realizzare tali impianti;
- facile corrosione ed attacco da parte di ruggine e calcare;
- mancanza del dimensionamento, con conseguenti scompensi possibili di portata, pressioni dinamiche, diminuzioni impreviste di flusso in uscita o malfunzionamenti dovuti a perdite di carico, con conseguente calo di pressione.
I tecnici, purtroppo anche molti non qualificati, installatori di impianti idrici sanitari e termici eseguivano la posa delle tubazioni in forma molto più artigianale, creando di fatto la rete di tubi occupandosi di creare anche ogni singolo filetto (maschio o femmina) dopo aver sezionato accuratamente il tubo in ferro. Piegavano i tubi in ferro con la tecnica della "sabbia": riempiendo la sezione da curvare e scaldandola fino ad ammorbidirla per ottenerne il grado di inclinazione desiderato.
Modellavano il piombo per gli scarichi sanitari e molto altro..
Un grazie và a loro per gli immani sacrifici che hanno fatto in questo recente passato, sono impianti che ritroviamo tutt'oggi in moltissimi appartamenti civili, impianti sanitari e quelli di riscaldamento, ad oggi ancora abbastanza buoni e funzionanti.
Come dicevamo sopra la mancanza di dimensionamento degli impianti fa nascere l'esigienza della progettazione da parte di tecnici abiitati ed ingegneri, per evitare situazioni e problemi visti in questi anni dove un idraulico prendeva un determinato tubo, fornito di un certo diametro, lo stesso che veniva portato ad esempio in luoghi più lontani o addirittura con errori di grandezza della sezione interna.
Non si consideravano i parametri dell'acqua, della corretta posa e manutenzione dei materiali al riparo dall'usura.
Gli anni '90 hanno pertanto portato consiglio, sebbene ci siano stati infiniti errori dovuti alla mancanza di normative e casi di pericolo per la mancanza di sicurezza sul lavoro.
A seconda della modalità di posa, dei raccordi, dispositivi utilizzati e delle caratteristiche di acqua (come la durezza) possiamo stimare una durata media degli impianti suddividendoli in impianti antecedenti il 1990 e dopo il '90.
La resistenza del ferro e la sua esponenziale produzione industriale degli anni passati ha dovuto purtroppo fare i conti col tempo che ne ha evidenziato i punti deboli in tema di durevolezza nel tempo.
Questo a causa di:
- mancanza di competenza nella progettazione;
- poca conoscenza dei parametri e comportamenti dell'acqua;
- mancanza di manutenzione/controlli.
Gli impianti antecedenti il 1990 presentano quasi tutti sicuramente situazioni di corrosione o di reazioni elettrolitiche interne che ne hanno mdificato, sporcato e talvolta compromesso l'interno.
Se potessimo stimare una durata massima per un utilizzo ottimale di un impianto vecchio in ferro, posato al massimo negli anni '90, possiamo circoscrivere la durata della tubazione in un "range" di tempo che va dai 50 agli 80 anni.
Dopo il '90 si cominciarono ad alleggerire i carichi in generale, sia per il peso vero e proprio dei materiali nuovi, che per la facilità con cui questi oggi si possono collegare, installare.
A dirla proprio tutta non conosciamo il futuro e la tenuta che avranno questi nuovi impianti, possiamo prevederlo constatandone la tenuta attuale, com'è altrettanto vero che sono in esercizio solo da 20-30 anni al massimo, staremo a vedere..
La durata stimata è comunque superiore a quella del ferro, intorno ai 100-150 anni, in condizioni "medie" di esposizione e destinazione d'uso civile/residenziale. In buona sostanza molto dipenderà e varierà in funzione della durezza dell'acqua, dalla pressione nella rete, del dimensionamento dell'impianto, dal mancato o eccessivo utilizzo dei dispositivi idraulici e quali soprattutto.
Molte variabili sì, tutto sommato anche molte variabili confortanti.
Un termotecnico è pronto ad aiutarti sugli impianti anni '90
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Guarda anche:

Il cuore di un sistema di irrigazione da giardino è costituito dall'impianto idraulico.
L'impianto idraulico da giardino è la rete di tubazioni posate sotto e/o sopra un terreno.
L'impianto del giardino serve ad innafiare le piante e tutto il verde di un giardino privato, pubblico o condominiale, è detto anche impianto di irrigazione.
Con tale termine si fa riferimento appunto all'irrigazione del terreno, a prescindere dalla mole di terra che si vuole irrigare.
I materiali per la realizzazione sono prevalentemente il polipropilene (o polietilene) di colore nero, l'ottone e sempre più raramente il ferro, o meglio farne a meno se non al limite rivestito/coibentato per bene.
Il fatto che le tubazioni ed i raccordi siano costantemente esposti alle forti variazioni climatiche ci costringe a restringere la cerchia dei materiali adatti.

La detrazione dell'intervento di nuova installazione della caldaia avviene perché si permette agli impianti termici di passare ad una conduzione migliore, con minore inquinamento, maggior risparmio energetico e verso classi superiori.
Per questo, e grazie a tutte le normative che lo consentono, sarà possibile detrarre l'intervento di sostituzione per il 65%.
La sostituzione della caldaia è considerata alla pari della sostituzione degli impianti termoidraulici. Questo a livello regionale ed italiano.
Ad oggi, 2024, possiamo confermare tale possibilità di detrazione del 65% in 10 anni. Ricordiamo lo STOP allo sconto in fattura.
Per effettuare la detrazione fiscale è fondamentale affidarsi a personale in possesso (oltre che dei requisiti tecnici) di D.U.R.C., documento unico che ne attesti la sua regolarità contributiva, attenzione contribuenti !!!
La risposta è sì. L'apparecchio primario per la produzione di acqua calda per il riscaldamento ambiente domestico viene considerato a tutti gli effetti l'impianto termico.
Nei casi di ristrutturazione dell'intero appartamento e della rete che distribuisce il calore per il riscaldamento/raffrescamento si potrà detrarre il 65% per la parte termoidraulica mentre il 50% per le opere murarie. Ma anche chi cambia la caldaia potrà usufruire della detrazione fiscale del 65% in n.10 anni, presentando fattura e documentazione fornita dall'impresa esecutrice per la dichiarazione fiscale (730 o datore di lavoro), proprio perché questa viene considerata impianto termoidraulico.
Tutte le opere accessorie al ripristino energetico dell'involucro (appartamento civile) sono detraibili, come ad esempio la pulizia degli impianti termici, la pulizia degli impianti sanitari, la sostituzione di apparecchi e/o rubinetti, sempre al 50%.
DIFFIDATE DI CHI SOSTIENE CHE NON SI POSSA DETRARRE !!!
L'ultimo aggiornamento in quanto a detrazioni è che probabilmente terminerà il 65% per i combustibili fossili, dunque le caldaie a gas che verranno installate fino a fine 2024 potranno sicuramente godere della detrazione del 65%. Potrebbero non esserci più proroghe che rimandino oltre questo termine visti i peggioramenti ambientali e le decisioni politico-amministrative europee.
un esperto termoidraulico, abilitato ai sensi del DM 37/2008, è pronto per ascoltarti ed aiutarti già telefonicamente!
Guarda anche:
_Detrazione fiscale pulizia impianto SEMPRE POSSIBILE (video)
Tutti gli interventi da certificare per chi interviene sulla caldaia.

La riparazione di una caldaia o di uno scaldabagno sono operazioni di ripristino, mentre la sostituzione di una caldaia o di uno scaldabagno è un intervento di installazione.
Ecco una serie di esempi per capire in quali situazioni occorre avere oppure è obbligatorio ricevere un certificato di conformità:
- manutenzione straordinaria caldaia/nuova installazione;
- riparazione per cambio uso o destinazione;
- modifica o risanamento/pulizia impianto termico o sanitario (UNI 8065)
- messa in sicurezza o dismissione apparecchio per rischi.
In tutte le operazioni che si effettuano sulla caldaia è necessario prima di tutto che intervenga un tecnico di un Centro Assistenza Tecnica Autorizzata o di un termoidraulico in possesso dei requisiti tecnico-professionali (visibili in Visura Camerale impresa) ai sensi del DM n.37 del 2008.
Che si tratti di riparazione semplice o di sostituzione di un componente della caldaia.
Detto questo è importante che venga effettuato il tracciamento dell'operazione per potere redigere in qualsiasi momento la certificazione di conformità del lavoro svolto; il cliente ha sempre il DIRITTO di richiederla, a seguito di intervento, gratuitamente.
Assolutamente sì, è il primo presupposto di cui sopra: una dichiarazione di conformità redatta da tecnico abilitato ci da certezza di una corretta esecuzione date le abilitazioni del tecnico installatore termoidraulico che "mette le mani", per intenderci.
Inoltre la garanzia dell'apparecchio necessita di tale documento prprio ai fini di attivazione.
Che si sostituisca la caldaia o interamente gli impianti è la stessa cosa.
Forse non tutti sanno che..la caldaia viene considerata proprio l'impianto termico perché parte integrante di esso, da ogni istituto regionale italiano ed ente europeo.
Vene da se che nel momento in cui il tecnico possa certificare il lavoro svolto, questi abbia regolare posizione contributiva e posizione aperta per permettere la detrazione degli importi da parte del committente.
Per approfondimenti clicca qui.
A fine 2024 dovrebbero terminare gli incentivi per qualsiasi apparecchi a gas in Italia, per questo prevediamo un afflusso ed un incremento delle ultime (purtroppo o per fortuna) caldaie a gas.
Chiama SUBITO un tecnico per saperne di più.
I nostri idraulici sono tutti abilitati alla mansione e specializzati nelle differenti categorie. Ogni intervento viene certificato ai sensi del DM 37/2008 e Dpr 74/2013.
Il batterio che nessuno vorrebbe nelle tubature..e nemmeno nell'aria.

La Legionella si può formare spontaneamente se vi sono le condizioni, che spieghiamo più in basso, oppure può provenire da acquedotti male-manutenuti e/o da serbatoi di raccolta con acqua ristagnante.
Come ben noto il problema della Legionella nei tubi è sia all'interno della tubazione che quando fuoriesce ed evapora nell'ambiente, dal momento che il pericolo maggiore si presenta sottoforma di polmonite.
Una volta avvenuta la sua presenza è fondamentale capire, oltre alla provenienza:
- come abbatterla;
- come evitare che si manifesti nuovamente.
Il batterio della Legionella si annida nelle zone che si trovano a determinati "range" di temperatura e precisamente tra i 25°Celsius ed i 45°Celsius.
Predilige ambienti porosi/spungnosi, possibilmente stagnanti e comunque corrosi (anche da ruggine) per aggregarsi più facilmente e poi sviluppare le cosiddette "colonie".
Ad esempio in tubi di ferro zincato o cisterne di accumulo con poca frequenza di utilizzo ed i determinate condizioni climatiche.
Nella rete idrica sanitaria la Legionella può facilmente aggregarsi al carbonato di Calcio (calcare).
Per capire meglio può essere il caso di bacini o serbatoi di accumulo come lo scaldabagno elettrico, quando viene lasciato in ambiente riscaldato in quel "range" di temperatura senza muovere acqua per lunghi periodi, come per esempio la seconda casa o locali sanitari poco frequentati.
La Legionella predilige dunque ambienti tendenzialmente caldi e con poco movimento, vediamo di seguito dove è probabile trovarla.
L'impianto sanitario è quello che fornisce acqua per la doccia, lavandini, cucina, ecc.
Un altro esempio può essere quello della rete di tubazioni di acqua sanitaria, specie dove vi siano grossi accumuli di calcare o datati, fermi da tempo, per mancata manutenzione e talvolta anche in impianti di fornitura acqua calda centralizzata, come il teleriscaldamento, dove la scorretta o mancata pulizia delle tubazioni e/o trattamenti di addolcitura causano il presentarsi di fenomeni coesistenti come acqua sporca o gialla.
In casi come questi sarà necessaria una pulizia della rete sanitaria dai sedimenti oltre ad intervenire miratamente sulla Legionella.
L'impianto termico è quello di riscaldamento/termosifoni/pannelli radianti ecc.
In tutti gli impianti di riscaldamento e/o raffrescamento vi è sempre la stessa acqua.
Per approfondire la pulizia degli impianti termici <<clicca qui
Possiamo aggiungere che nella maggior parte degli impianti di riscaldamento è necessario cambiare l'acqua al suo interno almeno una volta ogni 2 o 3 anni, questo anche a causa della durezza dell'acqua che viene immessa iniziamente e lavora con impianti multi-metallici (come impianti in rame con caloriferi in ghisa e scaldasalviette, dunque rame+ghisa+ferro) o ancora in impianti utilizzati male, con temperature elevate o peggio ancora con continui rabbocchi di acqua dura a causa di perdite o dispersioni.
Nel caso del climatizzatore il batterio può annidarsi negli split, in particolare sulla griglia/filtro antipolline e nella vaschetta della condensa.
In alcuni casi e trattandosi di un batterio che evapora e diventa pericoloso se inalato, il condizionatore può essere proprio il veicolo maggiore di diffusione.
Che si tratti dunque di impianto sanitario o termico, la rimozione della Legionella deve avvenire a mezzo di sanificazione della rete.
Fondamentale la rilevazione dello stato in essere della tubazione per poter e dover relazionare l'intervento con dichiarazione di conformità, per garantire che effettivamente si faccia una pulizia di tutto quello che serve, incluso quella manuale dei rubinetti e filtri/cartucce.
Per questi casi occorre l'intervento da parte di personale qualificato ed in possesso dei requisiti tecnico-professionali (visibili dal codice Ateco nella Visura Camerale) per poter certificare e relazionare le procedure da consegnare all'ASL di competenza che, ricordiamo essere l'unico ente accreditato per la verifica legale ed ufficiale della salubrità dell'acqua/ambiente civile in cui risiede il batterio.
Come appena detto, oltre a sanificare l'acqua (Art.n.31 del 2001) bisogna valutare le condizioni dell'impianto idraulico (DM n.37/2008) affinché si possa restituire una garanzia di conservazione del risultato, evitare di lasciare un ambiente vulnerabile agli attacchi di colonie di questo batterio.
Successivamente alle verifiche si possono prevedere le operazioni e quantificarle in tema di costi e procedure, oltre che ad analisi certificate ed interventi certificati.
Ogni intervento di sanificazione o pulizia degli impianti DEVE ESSERE CERTIFICATO.
Per Legge ogni intervento di questo tipo (facile immaginarlo) DEVE ESSERE CERTIFICATO, chiaramente il personale che interviene fisicamente sul posto dovrà essere lo stesso che dichiara, quindi SOTTOSCRIVE E TIMBRA la conformità di quello che ha fatto.
Le ASL di competenza sono molto attente a questo passaggio, perché non avvengano situazioni di "presta-nome" e si perdano le tracce di eventuali falsi improvvisati o finti idraulici, attenzione, si tratta della salute.
Inoltre è necessario redigere accuratamente una relazione tecnica che indichi i valori e gli esami ACCREDITATI.
Attenzione a chi si "improvvisa idraulico", chiedete sempre la Visura Camerale di chi interviene!
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