Era meglio quando si stava peggio?
Gli impianti idraulici degli anni '90
Pro e contro dell'impianto fatto ed installato negli anni passati.
L'invenzione degli impianti o comunque della conduzione di acqua prende forma e si urbanizza esponenzialmente in tutta Italia in questi anni grazie alla grande volontà del popolo italiano di ricostruire, di ricominciare, specie dopo anni pesanti appena trascorsi, in tutti i sensi.
Tanto è vero che dal 1990 in poi sono arrivati sulla piazza i nuovi materiali, attualmente in opera, sebbene fino a questi anni il lavoro dell'idraulico sia stato ben diverso.
Materiali utilizzati dal 1990 in poi
Le tubazioni ed i raccordi cominciano ad essere prodotti in:
- PVC, specie per gli scarichi che prima del '90 erano in piombo;
- PE (polietilene), per la conduzione di acqua potabile;
- TF (termofusion), un materiale in polimeri plastici saldabile e giuntabile con una piastra a circa 260°C, la maggiorparte di queste tubazioni è di colore verde;
- Multistrato (o Pexal) per la conduzione e la posa di impianti sanitari e termici.
Rimangono impianti in ferro per il gas, seguito dal rame.
Vantaggi impianto anni '90
Viene quasi del tutto abbandonato il ferro, il rame (tranne per le serpentine) e l'ottone, soprattutto nelle giunzioni, sostituite da leghe nuove e sistemi di tenuta molto più leggeri ed economici.
Uno dei "pro" a favore dei vecchi impianti era la resistenza e la durata, parlando invece di svantaggi dobbiamo elencare purtroppo una maggioranza di fattori:
Svantaggi del 1990
- installazione molto faticosa, si pensi solo alle filiere filettatrici enormi ed al peso del ferro, piombo o rame utilizzati per realizzare tali impianti;
- facile corrosione ed attacco da parte di ruggine e calcare;
- mancanza del dimensionamento, con conseguenti scompensi possibili di portata, pressioni dinamiche, diminuzioni impreviste di flusso in uscita o malfunzionamenti dovuti a perdite di carico, con conseguente calo di pressione.
Idraulico installatore di impianti - 1990
I tecnici, purtroppo anche molti non qualificati, installatori di impianti idrici sanitari e termici eseguivano la posa delle tubazioni in forma molto più artigianale, creando di fatto la rete di tubi occupandosi di creare anche ogni singolo filetto (maschio o femmina) dopo aver sezionato accuratamente il tubo in ferro. Piegavano i tubi in ferro con la tecnica della "sabbia": riempiendo la sezione da curvare e scaldandola fino ad ammorbidirla per ottenerne il grado di inclinazione desiderato.
Modellavano il piombo per gli scarichi sanitari e molto altro..
Ringraziamo i nostri antenati idraulici
Un grazie và a loro per gli immani sacrifici che hanno fatto in questo recente passato, sono impianti che ritroviamo tutt'oggi in moltissimi appartamenti civili, impianti sanitari e quelli di riscaldamento, ad oggi ancora abbastanza buoni e funzionanti.
Errori da non rifare più
Come dicevamo sopra la mancanza di dimensionamento degli impianti fa nascere l'esigienza della progettazione da parte di tecnici abiitati ed ingegneri, per evitare situazioni e problemi visti in questi anni dove un idraulico prendeva un determinato tubo, fornito di un certo diametro, lo stesso che veniva portato ad esempio in luoghi più lontani o addirittura con errori di grandezza della sezione interna.
Non si consideravano i parametri dell'acqua, della corretta posa e manutenzione dei materiali al riparo dall'usura.
Gli anni '90 hanno pertanto portato consiglio, sebbene ci siano stati infiniti errori dovuti alla mancanza di normative e casi di pericolo per la mancanza di sicurezza sul lavoro.
Quanto dura un impianto idraulico?
A seconda della modalità di posa, dei raccordi, dispositivi utilizzati e delle caratteristiche di acqua (come la durezza) possiamo stimare una durata media degli impianti suddividendoli in impianti antecedenti il 1990 e dopo il '90.
Durata impianto anni '90
La resistenza del ferro e la sua esponenziale produzione industriale degli anni passati ha dovuto purtroppo fare i conti col tempo che ne ha evidenziato i punti deboli in tema di durevolezza nel tempo.
Questo a causa di:
- mancanza di competenza nella progettazione;
- poca conoscenza dei parametri e comportamenti dell'acqua;
- mancanza di manutenzione/controlli.
Come sapere quando un impianto è vecchio?
Gli impianti antecedenti il 1990 presentano quasi tutti sicuramente situazioni di corrosione o di reazioni elettrolitiche interne che ne hanno mdificato, sporcato e talvolta compromesso l'interno.
Se potessimo stimare una durata massima per un utilizzo ottimale di un impianto vecchio in ferro, posato al massimo negli anni '90, possiamo circoscrivere la durata della tubazione in un "range" di tempo che va dai 50 agli 80 anni.
Durata impianti dagli anni 2000 fino ad oggi
Dopo il '90 si cominciarono ad alleggerire i carichi in generale, sia per il peso vero e proprio dei materiali nuovi, che per la facilità con cui questi oggi si possono collegare, installare.
A dirla proprio tutta non conosciamo il futuro e la tenuta che avranno questi nuovi impianti, possiamo prevederlo constatandone la tenuta attuale, com'è altrettanto vero che sono in esercizio solo da 20-30 anni al massimo, staremo a vedere..
La durata stimata è comunque superiore a quella del ferro, intorno ai 100-150 anni, in condizioni "medie" di esposizione e destinazione d'uso civile/residenziale. In buona sostanza molto dipenderà e varierà in funzione della durezza dell'acqua, dalla pressione nella rete, del dimensionamento dell'impianto, dal mancato o eccessivo utilizzo dei dispositivi idraulici e quali soprattutto.
Molte variabili sì, tutto sommato anche molte variabili confortanti.
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